Originariamente pubblicato in Mosaico di Pace, Maggio 2026
Il principio della necessità dell’inclusione dei generi marginalizzati in tutti i processi decisionali attraversa in modo trasversale l’insieme dei programmi di WILPF (Women’s International League for Peace and Freedom), dal Disarmo all’ambito Donne, Pace e Sicurezza. In quest’ultimo, letture tradizionali e militarizzate dei concetti di pace e sicurezza hanno talvolta favorito contro-iniziative dannose, volte a promuovere la militarizzazione delle donne come presunta forma di parità di genere.
In questo quadro, il progetto WILPF “Mobilising Men for Feminist Peace” è quello che più direttamente affronta il tema delle mascolinità militarizzate. Se l’obiettivo storico di WILPF è stato quello di individuare le cause all’origine dei conflitti, è proprio a partire da questa prospettiva che si comprende come le relazioni di genere ne costituiscano una dimensione strutturale. Come ha affermato la studiosa femminista Cinthia Cockburn: «se le relazioni di genere sono una causa profonda delle guerre, un programma femminista di trasformazione di genere è una componente necessaria per il perseguimento della pace». Da qui deriva la centralità della costruzione di alleanze ampie e consapevoli, capaci di mettere in discussione norme, pratiche e poteri che alimentano la violenza. Lavorare in questa direzione significa non solo includere soggettività diverse ma anche promuovere un cambiamento trasformativo che coinvolga attivamente gli uomini, decostruendo le mascolinità militarizzate e aprendo spazi per modelli relazionali fondati sulla cura, la responsabilità e la giustizia.
Lo slittamento dal coinvolgimento di ragazzi e uomini per ottenere la parità di genere alla mobilitazione di ragazzi e uomini per la pace femminista è dovuto ad una saldatura tra metodi e organizzazioni. Nel Programma generale di WILPF i cinque assi sono: la pace permanente, la trasformazione di mentalità, la prevenzione della violenza, le alternative femministe e un movimento potente. Un momento significativo in questo percorso è stato rappresentato dalla 59° Commissione sullo status delle donne (CSW), nel marzo del 2015, quando l’incipiente movimento globale MenEngage riusciva a far includere un passaggio chiave nelle conclusioni concordate. In particolare, il paragrafo 11 afferma la necessità di “riconoscere l’importanza del pieno coinvolgimento di uomini e ragazzi per il raggiungimento della parità di genere e l’emancipazione di donne e ragazze, e impegnarsi ad adottare misure per coinvolgere pienamente uomini e ragazzi negli sforzi volti a realizzare la piena, efficace e accelerata attuazione della Dichiarazione e della Piattaforma di azione di Pechino”. Inoltre la dichiarazione orale di MenEngage ha sottolineato che: “Gli investimenti volti a coinvolgere uomini e ragazzi non devono distogliere l’attenzione da altre strategie efficaci, in particolare quelle intraprese dalle organizzazioni femminili. Respingiamo i tentativi di indebolire le nostre alleanze e di mettere in competizione tra loro approcci complementari”. Nell’aprile 2015, durante il Congresso e il centenario di WILPF a L’Aia, come ricordato dall’allora Segretaria Generale Madeleine Rees, si è affermata con forza la necessità di superare le narrazioni binarie espressione del patriarcato, funzionali a ruoli di genere che costruiscono gli uomini come garanti della sicurezza, spesso tradotta nel militarismo. Comprendere la dimensione performativa del genere apre invece alla possibilità di rompere queste logiche, contrastando violenza e misoginia. Come osservato da Burke (1998) il militarismo ha bisogno molto più di un’ideologia di genere che di armi e di soldati.
Su questa base, l’esperienza di WILPF nell’analisi intersezionale e nella prevenzione dei conflitti si è intrecciata al lavoro di attivisti di MenEngage Alliance, rafforzando approcci più olistici nel coinvolgimento di uomini e ragazzi.
Il progetto Mobilising Men for Feminist Peace, MMFP, (2020-2024) diretto da Dean Peacock e finanziato da Global Affairs Canada per due cicli biennali, ha prodotto ricerche , strumenti e contenuti multimediali in contesti segnati da conflitti e forti disuguaglianze di genere – tra cui Afghanistan, Camerun, Colombia e Repubblica Democratica del Congo – evidenziando come la collaborazione con alleati maschi sia indispensabile in contesti patriarcali radicati, poiché come testimoniato da Angelica Pino, coordinatrice del progetto, “le radicate norme di genere patriarcali rendono molto difficile operare senza alleati e reti responsabili”. Le Sezioni WILPF scelte, salvo la Colombia (1998), erano di fatto tutte di recente costituzione: Repubblica Democratica del Congo 2011, Camerun 2015, Afghanistan 2016.
Le ricerche, condotte in una prospettiva decoloniale insieme a esponenti locali, hanno esplorato le connessioni tra mascolinità e conflitto armato, mentre produzioni come il documentario “Power on Patrol“, webinar tematici e dieci podcast (co-condotti dalla co-coordinatrice della comunicazione Reem Abbas), hanno contribuito a diffondere analisi e pratiche trasformative. Tra gli studi principali, Militarised Masculinities. Identifying Causes, Manifestations and Strategies for Change condotto da WILPF insieme al Geneva Graduate Institute (da Gaya Raddadi, Clara Palmisano, Conrad Otto Lude, Margherita Dacquino, supervisionati da Rebecca Tapscott), offre una lettura comparativa dell’uso dell’identità maschile militarizzata per il reclutamento militare negli USA, Afghanistan, Camerun, Colombia e Repubblica Democratica del Congo, analizzando il ruolo egemonico degli Stati Uniti nella diffusione globale di modelli militarizzati.
Dal 2021, questo lavoro si è consolidato anche attraverso la costituzione di una Community of Practice (CoP), coordinata da WILPF e da PAX, che riunisce attivisti e ricercatori a livello globale per condividere pratiche e strategie su mascolinità, prevenzione dei conflitti e costruzione della pace.
Approfondimenti utili:
- Blog di Maria Butler, Feminist Spaces of Men – and Women – WILPF
- Community of Practice – WILPF and PAX
- Ray, A. (2024), Gun Violence and the Marketing of Militarism: Militainment and Masculinities, Counter Punch Plus
- Progetto Mobilising Men for Feminist Peace – Photography, Research, Film, Podcasts
Patrizia Sterpetti è ricercatrice antropologa, associata di WILPF Italia dal 1992. E’ stata per WILPF Italia rappresentante presso la FAO, vice-segretaria, segretaria, vice presidente e infine presidente della sezione dal 2018 al 2024. Ha portato avanti numerosi progetti su migrazioni e asilo, disarmo, inclusione sociale, agenda Donne, Pace, Sicurezza e nucleare. Patrizia è stata delegata nazionale e internazionale di WILPF Italia a comitati esecutivi, UPR, convegni ed eventi. Ha inoltre contribuito alla elaborazione dei Piani d’Azione italiani su Donne, Pace, Sicurezza. Lavora e svolge ricerche nel sociale (centri di accoglienza per richiedenti asilo, istituti di pena, cooperative per l’inserimento di diversamente abili) ed è punto di riferimento per persone immigrate e rifugiate. Usa la ricerca-azione come metodo per la politica trasformativa di WILPF.
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Patrizia Sterpetti è ricercatrice antropologa, associata di WILPF Italia dal 1992. E’ stata per WILPF Italia rappresentante presso la FAO, vice-segretaria, segretaria, vice presidente e infine presidente della sezione dal 2018 al 2024. Ha portato avanti numerosi progetti su migrazioni e asilo, disarmo, inclusione sociale, agenda Donne, Pace, Sicurezza e nucleare. Patrizia è stata delegata nazionale e internazionale di WILPF Italia a comitati esecutivi, UPR, convegni ed eventi. Ha inoltre contribuito alla elaborazione dei Piani d’Azione italiani su Donne, Pace, Sicurezza. Lavora e svolge ricerche nel sociale (centri di accoglienza per richiedenti asilo, istituti di pena, cooperative per l’inserimento di diversamente abili) ed è punto di riferimento per persone immigrate e rifugiate. Usa la ricerca-azione come metodo per la politica trasformativa di WILPF.