DONNE, PACE E SICUREZZA

Perché Donne, Pace e Sicurezza?

Più di vent’anni fa, nell’ottobre del 2000, le attiviste femministe e la società civile, tra cui WILPF, hanno aperto la strada all’adozione della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su Donne, Pace e Sicurezza. La portata della risoluzione 1325 si è poi ampliata con l’adozione di nove risoluzioni successive. Queste sono diventate collettivamente note come Agenda Donne, Pace e Sicurezza (WPS).

Tuttavia, nonostante le dieci risoluzioni WPS adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli innumerevoli impegni assunti dagli Stati membri dell’ONU, viviamo ancora in un mondo in cui le donne sono profondamente e sproporzionatamente colpite da conflitti armati e instabilità dilaganti. Sistemi patriarcali, disuguaglianze, militarizzazione, autoritarismo, repressione e strutture discriminatorie continuano a ostacolare i diritti e la partecipazione delle donne.

Come WILPF, ci siamo impegnate e ci continuiamo a impegnare per il riconoscimento dell’impatto sproporzionato che i conflitti e le crisi hanno sulle donne e del ruolo importante che queste svolgono nei processi di pace, al di là del loro status di vittime. Promuoviamo una ridefinizione del concetto di sicurezza che superi l’approccio militarizzato per affermare una visione centrata sulla sicurezza umana.

La pace non è soltanto assenza di guerra: è giustizia sociale, uguaglianza e liberazione da ogni forma di violenza strutturale

L'IMPEGNO DI WILPF ITALIA

WILPF Italia si impegna nell’attuazione della Risoluzione 1325 delle Nazioni Unite, sostenendone i quattro pilastri: partecipazione delle donne, protezione, prevenzione e risposta ai conflitti. Lavoriamo per garantire la piena, equa ed efficace partecipazione delle donne nei processi di pace in tutte le sedi decisionali e a ogni livello. 

Comitato Interministeriale per i Diritti Umani

Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani è stato istituito nel 1978 allo scopo di  assolvere in via principale agli obblighi assunti dall’Italia in esecuzione degli accordi e convenzioni adottati sul piano internazionale nella materia della protezione e promozione dei diritti umani.

Nell’ambito del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, abbiamo collaborato con altre organizzazioni all’elaborazione del Terzo (2016-2020), Quarto (2020-2024) e Quinto (2025-2029) Piano d’Azione Nazionale “Donne, Pace e Sicurezza”. 

Nel 2025, abbiamo avanzato quattro proposte per il Quinto piano d’Azione Nazionale “Donne, Pace e Sicurezza”. 

Innanzitutto, proponiamo la creazione di una Istituzione Nazionale Indipendente per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani, con particolare attenzione ai diritti delle donne, delle bambine, dei e delle minori, e alla prevenzione di discriminazioni, abusi e situazioni di conflitti che possono colpirle. L’istituzione dovrebbe essere dotata di autonomia operativa e finanziaria rispetto al Governo, di un ampio mandato conforme agli standard universali sui diritti umani, di adeguati poteri di indagine e di risorse sufficienti per monitorare, prevenire e contrastare violazioni, discriminazioni, abusi e situazioni di conflitto.

Secondo, proponiamo di rafforzare la prevenzione dei conflitti e garantire una sicurezza sostenibile attraverso un maggiore vaglio democratico – in particolare da parte delle donne – della politica estera, il disarmo unilaterale, la denuclearizzazione, il rispetto della sostenibilità ambientale e la diffusione di una cultura di pace. In questa prospettiva, suggeriamo di promuovere la ricerca negli Studi per la pace, rafforzare il confronto con la società civile, rivedere le politiche di difesa e sicurezza militarizzata adottando modelli nonviolenti, attuare scelte progressive di disarmo, disinvestimento nella ricerca militare e produzione di armamenti, nonché la vendita e acquisto di armamenti. Infine, proponiamo l’inclusione delle attività militari nelle limitazioni ambientali, compresa la bonifica delle aree inquinate e il risarcimento alla vittime, e la ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari. 

Terzo, proponiamo un rafforzamento della  diplomazia e della mediazione nei processi di pace, valorizzando il ruolo delle Nazioni unite e la Corte di Conciliazione di Arbitraggio della OSCE, favorendo la partecipazione di donne e giovani alla mediazione, trasformazione dei conflitti e riconciliazione. È fondamentale garantire la partecipazione attiva e continua di donne e giovani in tutte le fasi della costruzione della pace, dalle negoziazioni e disarmo alla smobilitazione, reintegrazione, processi elettorali, ricostruzione e riforme istituzionali. 

Infine, riteniamo necessario rafforzare le misure di protezione e di sicurezza per donne, giovani e minori, sviluppando approcci inclusivi basati sui loro bisogni specifici e coinvolgendo attivamente le parti interessate nei processi decisionali.

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