WILPF INTERNAZIONALE
Per oltre un secolo, WILPF è stata in prima linea nel movimento femminista per la pace. Fondata durante la Prima guerra mondiale da un gruppo di donne coraggiose che si rifiutavano di accettare la guerra come inevitabile, WILPF immagina da sempre un mondo in cui i conflitti si risolvano attraverso il dialogo, la giustizia, la cooperazione e la non violenza.
Dalla promozione del disarmo e dei diritti umani alla lotta contro le cause profonde della guerra, WILPF è rimasta salda nella sua missione. Attraverso generazioni e continenti, le associate e gli associati hanno influenzato le politiche internazionali, sostenuto movimenti di base della società civile e costruito una visione di pace inscindibile dalla giustizia di genere e dal cambiamento sociale.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale, di fronte a un conflitto che era stato annunciato come una Blitzkrieg (una guerra lampo), ma che si stava rapidamente trasformando in una lunga e sanguinosa carneficina, nel febbraio del 1915 Aletta Jacobs propose l’organizzazione di un congresso internazionale riservato alle donne, con l’obiettivo di cercare strade alternative per raggiungere la pace.
Fu così che, il 28 aprile 1915, per la prima volta nella storia, 1136 donne provenienti da 12 paesi delle due sponde dell’Atlantico si riunirono all’Aja, in Olanda, nel Congresso Internazionale delle Donne contro la Prima guerra mondiale. Un evento senza precedenti, che vide fianco a fianco donne di ogni estrazione sociale, credo religioso, cultura e ideologia: tra loro c’erano filosofe, teologhe, riformatrici sociali, mediche, infermiere, e molte altre.
Al termine del Congresso, venne istituito il Comitato Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà che, nel 1919, si trasformò nella Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF), la prima organizzazione internazionale di donne per la pace, oggi attiva in oltre 40 paesi e su tutti e cinque i continenti.
La finalità di WILPF è quella di riunire donne e uomini di diverse tendenze politiche e filosofiche, creando uno spazio di studio, conoscenza e azione per abolire le cause politiche, sociali, economiche e psicologiche della guerra, e lavorare per la pace. Con valori e approcci femministi, pacifisti e antimilitaristi, WILPF si impegna a promuovere e valorizzare le voci delle donne che sostengono alternative pacifiche e sostenibili alle crisi e ai conflitti.
Oggi WILPF si basa sull’associazionismo e ha lo status consultivo presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite e una rappresentanza permanente presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC). Lo status consultivo presso l’ECOSOC fornisce a WILPF l’accesso ai suoi numerosi organi sussidiari, ai vari meccanismi per i diritti umani delle Nazioni Unite, ai processi ad hoc sulle armi di piccolo calibro, così come agli eventi speciali organizzati dal Presidente dell’Assemblea Generale.
Nella sua lunga storia, WILPF annovera diversi premi Nobel
Jane Addams, Prima Presidente Internazionale WILPF, Premio Nobel per la Pace nel 1931
Emily Green Balch, Prima Segretaria Internazionale WILPF, Premio Nobel per la Pace nel 1946
Alva Reimer Myrdal, associata di WILPF Svezia, Premio Nobel per la Pace nel 1982
Rita Levi Montalcini, Socia Onoraria di WILPF Italia, Premio Nobel per la Medicina nel 1986
International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, partner di WILPF, Premio Nobel per la Pace nel 2017
MOMENTI CHIAVE NELLA STORIA INTERNAZIONALE DI WILPF
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1919: Lega delle Nazioni
Nel 1919, WILPF fu tra le prime organizzazioni a criticare e denunciare apertamente il Trattato di Versailles, avvertendo che, anziché favorire la cooperazione tra gli stati, avrebbe gettato i semi di una guerra futura. Nello stesso anno, la sede di WILPF si spostò a Ginevra per rimanere vicina alla Società delle Nazioni.
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Anni ‘30: Resistenza contro il fascismo e la guerra
Negli anni Trenta, WILPF guardò con disperazione all'aumento dell'antisemitismo e si mobilitò per aiutare i rifugiati ebrei in fuga dalla Germania nazista. Nel 1936, WILPF pubblicò un “Appello ai non ebrei d'Europa”, esortando coloro che avevano coraggio e libertà a denunciare i pogrom di Hitler.
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1945: Dare forma alle Nazioni Unite e ai diritti umani
Alla fondazione delle Nazioni Unite nel 1945, WILPF sostenne la necessità di una sicurezza globale fondata sulla libertà e sulla giustizia, e non sul potere e sul prestigio militare. Nel 1948, WILPF fu tra le prime ONG ad ottenere lo status consultivo presso l'ECOSOC.
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Anni ‘50: Educare alla pace
Dopo la Seconda guerra mondiale, le associate e gli associati della WILPF abbracciarono l'educazione come strumento essenziale per la costruzione della pace. Nel 1946, un gruppo della Pennsylvania lanciò il progetto “Art for World Friendship” (Arte per l'amicizia mondiale), esponendo una raccolta di disegni realizzati da bambini, nei quali veniva immaginato un mondo di armonia e uguaglianza. Le opere sono oggi conservate nella Collezione della Pace dello Swarthmore College.
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Anni ‘60: Guerra fredda e legami con l'FBI
Negli anni Cinquanta e Sessanta, le associate della WILPF statunitense furono strettamente monitorate dall'FBI per le loro posizioni contrarie alla Guerra fredda e furono spesso etichettate come “comuniste”. Una cena di WILPF ospitata dal Presidente degli Stati Uniti Kay Camp, in seguito a una visita di delegate sovietiche per la pace, è persino apparsa nei file dell'FBI.
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Anni ‘70: Lavorare contro l'apartheid
Negli anni Settanta, nuove sfide globali portarono WILPF a intensificare il proprio impegno a sostegno dei movimenti di liberazione africani. WILPF contrubuì all'organizzazione della Conferenza delle ONG contro l'apartheid e il colonialismo in Africa, tenutasi a Ginevra nel 1974, e svolse un ruolo attivo nella Conferenza internazionale per la liberazione dell'Africa meridionale e contro l'apartheid, tenutasi a Nuova Delhi, in India, nel 1978.
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Anni ‘80: Collegare la giustizia ecologica al movimento per la pace
Negli anni '80, WILPF iniziò ad evidenziare il legame esistente tra il sistema patriarcale e la distruzione dell'ambiente. Nel 1983, Harriet Otterloo della sezione di Göteborg scrisse: “Pace significa pace con la terra... il movimento ecologico è parte del movimento per la pace”.
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1995: La Conferenza di Pechino e la nascita di una nuova agenda femminista per la pace
Alla Conferenza di Pechino del 1995, WILPF diede vita al famoso Treno della Pace dall'Europa alla Cina, unendo le attiviste per chiedere il riconoscimento della pace come questione di diritti delle donne. Grazie al loro impegno, fu inserita nella Piattaforma d’azione di Pechino una sezione dedicata a “Donne e conflitti armati”.
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2000: Adozione della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
Grazie ad anni di intensa attività di advocacy, WILPF svolse un ruolo chiave nell'adozione della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che riconobbe il ruolo essenziale delle donne nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della pace. Abbiamo continuato e continuiamo a monitorarne l'attuazione e a sollecitare la responsabilità attraverso il nostro programma Donne, pace e sicurezza.
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2015: Centenario della WILPF e rinnovata attenzione al femminismo intersezionale
Per celebrare i 100 anni di attivismo femminista per la pace, nel 2015 WILPF organizzò una conferenza all'Aia, luogo simbolico in cui nacque il nostro movimento. Durante l’evento abbiamo riflettuto sulla nostra eredità, onorato le lotte passate e rinnovato il nostro impegno per un femminismo intersezionale di fronte all'intensificarsi dei conflitti e delle ingiustizie globali.
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Oggi: Affrontare le nuove sfide globali
Con l’intensificarsi delle guerre già in corso e la nascita di nuovi conflitti, il sistema internazionale sembra sempre più orientarsi verso un aumento delle spese militari anziché investimenti concreti per la pace. Crimini contro l’umanità, atti di genocidio e altre gravi violazioni del diritto internazionale continuano a moltiplicarsi, mettendo in discussione i principi fondamentali della giustizia globale. Nonostante queste sfide che appaiono quasi insormontabili, WILPF continua a mobilitarsi con determinazione. Dal sostegno alle popolazioni colpite dai conflitti fino all’impegno incessante verso le istituzioni, lavoriamo per garantire che la pace non sia solo possibile, ma anche trasformativa.
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